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Prato Graziano
graziano.jpgGraziano Prato
è nato a Cuneo il 17 dicembre 1970
vive e lavora a Fossano (CN)
e-mail: folliainblu@hotmail.com
sito web: www.folliainblu.altervista.org

200 opere realizzate con l’assemblaggio modulare di 5 mila bottiglie polietere

Questo è il titolo che ho dato alla mia fiaba-scultura, in quanto, vedendo per la prima volta la bottiglia blu, il mio desiderio è stato di spaccarla…farla esplodere. …No!!! e che? Tutti imbottigliati dentro il blu? Si, perché per la razionalità sociale, il blu è il colore del conformismo: vedi le auto ministeriali, le divise dei gendarmi, il sangue regale, il jeans simbolo di globalizzazione.
Così, simbolicamente ho voluto esprimere il desiderio di andare oltre alla quotidianità dell’oggetto, sia sul piano funzionale che energetico. Follia creativa: ossia passaggio obbligato per l’irrazionalità personale che nel blu avverte l’energia universale del cielo, del mare e dell’infinito viaggio nell’inconscio della personalità ricercatrice, della propria essenza interiore. Concretamente percepibile dalle varie opere, nei giochi di luce e trasparenze , metafore dell’ “andare oltre”. In alcune opere compare il colore rosso, simbolo, per la mia esperienza, della passione e dell’istintività, che nell’immenso universo di regole si metaforizza in “macchietta” … intruso per l’appunto. Non a caso, il mio precorso di ricerca cromatica interiore, stima e valorizza il colore rosso-fucsia: simbolo personale della “follia”. Il blu, lo metaforizzo interiormente, come il colore supremo della mediazione tra la parte razionale e quella irrazionale, ottenendo gradimento sia dalle personalità emotive, che da quelle riflessive.
Subentra, in secondo luogo, la tematica del riciclo e riutilizzo, che si affianca al mio pensiero con la seguente: “rifiuto utilizzando il rifiuto”. La società materialista considera la bottiglia vuota un rifiuto mentre io considero il vuoto della società un rifiuto. Vuoto inteso, come mancanza di valori e di sensibilità di fronte all’energia creativa che si sprigiona dall’oggetto al quale è stata offerta una nuova vita. Il mio percorso artistico, è principalmente inclinato verso il suprematismo astratto, vale a dire il concetto essenziale minimalista dell’arte astratta evidenziabile nelle opere con la forte presenza di forme primarie: cerchio, quadrato, triangolo. Arte povera minimalista che si propone di uscire dai luoghi comuni (gallerie, musei), non solo per l’impossibilità di fondi e sponsor, ma soprattutto per il desiderio di comunicare nello spazio collettivo, sociale, politico, quindi estesa ad un pubblico più ampio senza selezioni elitarie e di competenza culturale nel settore. Comunque capace allo stesso modo di interagire con personalità sensibili, attente e predisposte ad uscire dagli schemi della formalità espressiva per andare oltre, in un linguaggio caratterizzato da semplicità e purezza energetica. Uno sforzo non indifferente, in quanto pensare all’arte nello spazio collettivo significa, imparare a muoversi con cautela, con discrezione, con equilibrio; prendendo tempo per ascoltare, ritagliandosi tempo per osservare senza sconfinare in eccessi di priorità, calpestando ed invadendo così, il rispetto e la sensibilità altrui.
Non a caso, il mio percorso creativo è caratterizzato da una notevole elasticità e flessibilità, esprimendo figurativo, facilmente comprensibile, laddove non vi sia predisposizione in materia artistico-energetica. Mi rendo conto del susseguirsi di contraddizioni, ma sono inevitabili quando si vuole affrontare nello stesso trattato: razionalità ed irrazionalità. Del resto, metaforizzare una bottiglia di plastica vuota come corazza di indifferenza ed insensibilità sociale e credere invece spaccando questo oggetto inerte di offrire libero sfogo alla gioia, alla semplicità e alla purezza interiore; non può che essere contradditorio e folle. Sono comunque molto soddisfatto della “luce” che ho trasferito a questo materiale, senza l’utilizzo di lampadine ma caricandolo semplicemente di passione e di fiducia nelle capacità creative della mia parte irrazionale. Semplicità evidenziabile sia nella tecnica degli assemblaggi modulari con l’utilizzo esclusivo di forbici, filo e fascette; sia nell’assoluta mancanza del denaro: solitamente finanziatore o finalizzatore di un qualsiasi progetto. E, forse, è proprio grazie all’assenza di denaro, che sono riuscito a diffondere la mia creatività e semmai quest’ultima avrà un futuro spero vivamente sia nella conquista di nuovi spazi espositivi. 

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